Sono passati dieci anni dal rilancio di Czapek, avvenuto nel 2015, ma sono ben 180 dalla fondazione, nel 1845 e la Maison ha deciso di onorare simili ricorrenze con un modello d’eccezione denominato Time Jumper, indicativo di ore saltanti centrali e minuti su anello rotante periferico. Il movimento innovativo, completamente a vista, è celato dal coperchio della cassa half-hunter, con aperture su ore e minuti, oggetto di un raffinatissimo guillochage, mentre un dispositivo brevettato soprassiede allo scatto delle ore. Versioni in oro e in acciaio.
Czapek Genève, lo scorso anno, ha celebrato i 180 gli anni dalla fondazione, da parte dell’orologiaio polacco di origine ceca, François Czapek; sono solo dieci quelli che sono passati dal rilancio della Maison guidato da Xavier de Roquemaurel, senza il cui intervento, molto probabilmente, non saremmo qui a scrivere dell’ultima esclusiva novità della Casa ginevrina, celebrativa dei suddetti anniversari. Ci stiamo riferendo al Time Jumper, dotato del nuovo movimento di manifattura, il Calibro 10, nella configurazione 10.01. L’orologio è il frutto di una rilettura avanguardista degli orologi da tasca creati da François Czapek nel XIX secolo che, nell’essenzialità del solotempo, ruota attorno ad ore saltanti centrali su 24 unità, espresse mediante due dischi ruotanti in sincronia (una première, il cui dispositivo sottostante è in attesa di brevetto), e minuti scorrenti su di un anello girevole su riferimento fisso al 6. Osserva il CEO Xavier de Roquemaurel: “Il nostro obiettivo con il Time Jumper era ripensare l’espressione del tempo e portare qualcosa di nuovo e fresco sul tavolo. Volevamo esplorare indicazioni del tempo senza le tradizionali lancette, e l’ora saltante è un modo per farlo. Tuttavia, le versioni viste finora erano piuttosto simili, e noi desideravamo esprimere questa complicazione in un modo diverso, tutto nostro.” Lo hanno fatto vestendo il segnatempo con una cassa allo stesso tempo tradizionalmente rétro e futuristica, mediante elementi componenti che tratteggiano profili tali da delineare la forma di un disco volante: si ritrova in essa un’interpretazione del pensiero originale di François Czapek – “la testa fra le nuvole e i piedi per terra” -, tra rimandi ad un UFO e rotondità decisamente radicate al design tradizionale dei tasca storici. D’altronde de Roquemaurel, in età adolescenziale, è stato un grande appassionato di fantascienza e del concetto fisico-concettuale di dilatazione dello spazio-tempo nelle profondità dell’universo e, dunque, non volendo derogare ai dettami dell’evoluzione storica dell’orologio, ha voluto conferirgli una dimensione futuribile agendo su dettagli di design. Dunque, si è partiti dal recupero della cassa “half-hunter”, ossia con la copertura metallica esclusivamente lato quadrante (retaggio dei “tasca”), sulla quale il designer partner del progetto, Thomas Funder, ha utilizzato curve e angoli per aggiungere qualcosa di diverso e inaspettato.

Time Jumper, in acciaio, da 40,5 mm (spessore di 12,35 mm), vetro zaffiro glassbox con trattamento antiriflesso, lunetta lucida, cuvette rifinita con motivo guilloché a vortice (lente a cupola al centro), pulsante al 6 per l’apertura della cuvette, fondello fissato da quattro viti e integrato da vetro zaffiro. Impermeabilità fino a 3 atmosfere. Quadrante a vista, disco delle ore e anello dei minuti colorati al laser in blu e testurizzati. Movimento automatico di manifattura, calibro 10.01, riserva di carica di 60 ore. Cinturino in caucciù blu, fibbia ad ardiglione in acciaio. Serie limitata a 100 esemplari.

Il fronte posteriore del calibro automatico di manifattura 10.01 è visibile attraverso il fondello integrato da vetro zaffiro, ponti rodiati e platina brunita, rotore centrale scheletrato con massa periferica in platino 950 riciclato: diametro di 30 mm (13’’’ 1/4), spessore di 6,13 mm, 275 parti, 44 rubini, bilanciere ad inerzia variabile oscillante a 28.800 alternanze/ora – regolabile mediante quattro viti periferiche in oro -, scappamento ad ancora svizzero, un bariletto, riserva di carica di 60 ore
Una tensione tra simmetria e asimmetria che il CEO così descrive: “Volevamo un design avanguardista e senza compromessi, ma non estremo, diverso dagli altri modelli Czapek e al tempo stesso un’espressione chiara dei codici estetici e degli elementi distintivi del marchio”. Sull’approccio “half-hunter” è stato pensato il posizionamento delle ore sotto la lente a cupola al centro e dell’apertura a semicerchio, al 6, per l’indicazione dei minuti. La cuvette non presenta superfici piane ed ha creato una tela perfetta per il guillochage, relativamente al quale Czapek, con il partner storico Metalem, specializzato in questo tipo di finitura ed in grado di farla evolvere in chiave contemporanea, ha voluto aggiungere un ulteriore livello visivo. Infatti, il motivo adattato, esclusivo di Czapek, sviluppo di quello a vortice “Singularité” creato per l’Antarctique Tourbillon, produce l’illusione ottica di curve risucchiate verso un centro profondo – come un buco nero – costituito proprio dalle ore. Per il resto, la cassa del Time Jumper, da 40,5 mm (12,35 mm di spessore), realizzata in acciaio – serie limitata a 100 esemplari – e in oro 3N – edizione limitata a 30 pezzi – dal partner AB Concept, si suddivide tra una lunetta fortemente bombata e una carrure curvata degradante verso il fondello e dalla quale si dipartono in continuità le anse contenute in modo studiato ed ergonomiche: il tutto è liscio e lucidato ad accogliere, in corrispondenza del 6, il pulsante ovale preposto all’apertura del coperchio, con la corona sagomata e incisa, mentre il fondo, fissato da 4 viti è integrato da vetro zaffiro. Con il coperchio aperto, il movimento e le sue complicazioni si rivelano completamente sotto a un vetro zaffiro, ottimo spunto per analizzare i contenuti tecnici di questo nuovo meccanismo, totalmente “open worked”. Si tratta del calibro automatico 10.01, prima esplicitazione della base generale costituita dal Calibro 10: va considerato che i nove calibri precedenti di Czapek erano essenzialmente tradizionali, ossia reinterpretazioni contemporanee di complicazioni classiche, che esprimevano uno stile moderno – tecnico ed estetico – ormai inconfondibile.

Versione in oro 3N del Time Jumper. Dall’immagine si evince il profilo della cassa a configurare un disco volante. Si può notare la lente a cupola al centro, l’apertura a semicerchio, al 6, per l’indicazione dei minuti e il guillochage della cuvette, il cui motivo, esclusivo di Czapek, si sviluppa “a vortice”, producendo l’illusione ottica di curve risucchiate verso il centro.

Fronte del movimento, visibile con la cuvette aperta. Le ore saltanti centrali sono riportate su due dischi in zaffiro relativi alle unità, a destra, e alle decine, a sinistra: queste sono distribuite su tre “0”, quattro “1” e due “2”, a significare che gli scatti orari avvengono alternativamente su ambedue i dischi, oppure su di uno solo di essi. I minuti sono indicati su di un anello periferico che ruota in senso orario con riferimento al 6. Cifre orarie – da leggere a contrasto sul fondo blu del disco centrale – e minuti sono trattati con SuperLuminova.
I presupposti del Calibro 10, invece, come accennato, sono ben diversi e si basano sul desiderio di esplorare nuovi “spazi” orologieri in funzione del tempo e, nel prossimo decennio, costituirà la base di una serie di movimenti di manifattura destinati ad accogliere un’ampia varietà di complicazioni. Ognuna di tali evoluzioni verrà completamente riprogettata e rielaborata affinché ogni complicazione sia perfettamente integrata: approccio radicalmente diverso dalla semplice aggiunta di moduli ad una base, strada praticata nella maggior parte di casi similari, ma nella piena coscienza di aumentare attriti e consumi, a scapito di precisione ed autonomia. Per garantire l’integrazione, la migliore soluzione era l’impiego di un sistema automatico compatto, la cui architettura fosse adattabile anche a casse di soli 36 mm. Ecco, allora, assumere significato la celebrazione del primo decennio del rilancio di Czapek, proprio con questo meccanismo, in una versione limitata all’indicazione di ore e minuti, come sopraindicato, denominato 10.01. Dal diametro di 30 mm (13’’’ 1/4) e con uno spessore di 6,13 mm, si compone di 275 parti e scorre su 44 rubini: dispone di un bilanciere ad inerzia variabile, oscillante a 28.800 alternanze/ora, regolabile mediante quattro viti periferiche in oro. Il rotore scheletrato impiega una massa oscillante in platino 950 riciclato, a favorire una riserva di carica di 60 ore, alimentata da un unico bariletto. Fronte quadrante si può apprezzare lo schema sottostante le ore saltanti, riportate su due dischi in zaffiro relativi alle unità, a destra, e alle decine, a sinistra: queste sono distribuite su tre “0”, quattro “1” e due “2”, a significare che gli scatti orari avvengono alternativamente su ambedue i dischi, oppure su di uno solo di essi, al fine di ottimizzare il consumo di energia, mantenendo l’angolo di scatto costante. In sostanza, la ruota al 12, che governa la rotazione oraria dell’anello periferico dei minuti – trattati, come le ore, con SuperLuminova – con dentatura interna, prevede una camma a chiocciola soprastante, con il cui profilo interagisce un dito che, a sua volta, al passaggio del sessantesimo minuto, scatta, interrompendosi la curvatura della “chiocciola” ed attivando delle leve composite, tenute in posizione da molle di flessione: queste intercettano la ruota centrale delle ore a 24 denti, calibrata per gestire lo scatto comune o singolo dei due dischi in zaffiro, come sopra evidenziato. Sul fronte posteriore, da notare i ponti scheletrati a generare dei cerchi concentrici che, unitamente alle “braccia” del rotore centrale, sagomate come un compasso geometrico, permettono di osservare in azione la trasmissione dal bariletto al bilanciere via treno del tempo i cui ruotismi, con i loro bordi smussati a diamante e il disegno a cinque raggi, rappresentano una firma esclusiva di Czapek. Interessante il contrasto tra la luminosità dei ponti rodiati e la platina brunita, mentre la texture blu dell’anello dei minuti e del disco sottostante l’indicazione delle ore è ottenuta al laser.

Dal disegno, accanto alla versione in oro 3N del Time Jumper, si può cogliere la costruzione della cassa in quattro parti, con, dall’alto, cuvette incernierata al 12, lunetta bombata, carrure monoblocco filante sulle anse con evidente curvatura ergonomica e fondello.

Da osservare, la trasmissione dal bariletto al bilanciere a regolazione inerziale, via treno del tempo, i cui ruotismi, con i loro bordi smussati a diamante e il disegno a cinque raggi, rappresentano una firma esclusiva di Czapek.
Il Calibro 10.1 non è stato soltanto disegnato, concepito e assemblato internamente, ma anche lavorato al 75% in-house: in ogni caso, Czapek difende la validità e funzionalità del principio dell’”établissage”, ma punta ad una maggiore capacità operativa interna per garantirsi una maggiore agilità e libertà nella filiera produttiva. La Maison produrrà solo 180 esemplari del Calibro 10.1, per omaggiare il 180º anniversario della fondazione, come detto, ed i restanti 50 calibri non utilizzati (130 saranno impiegati per il Time Jumper), verranno destinati a progetti speciali, inclusa una serie di 10 pezzi unici su ordinazione, disponibili contattando direttamente la boutique Czapek. Dotato di cinturino in caucciù blu, il Time Jumper sarà venduto in un packaging a forma di un disco volante, in alluminio con finitura sabbiata e piccoli dettagli lucidi.
Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia



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