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Chanel, Première Original Edition,l’inizio dell’avventura nell’universo delle lancette

Dopo 35 anni, Chanel torna sull’iconico modello Première, rispettandone fedelmente, eccetto piccoli aggiornamenti, il suo stile unico che, nel 1987, fu studiato dal Direttore Artistico Jacques Helleu per vestire esclusivamente i polsi femminili. Una svolta per l’epoca, unitamente al fatto che, trascorso più di un trentennio, l’orologio non ha perso nulla della sua straordinaria contemporaneità. 

Il ruolo dell’orologio Première, non solo per quel che riguarda il segmento delle lancette, ma per il brand Chanel nel suo complesso, è stato ed è fondamentale. Nell’universo del segnatempo Chanel, infatti, il Première è una stella splendente dal 1987, “born to be an icon” si potrebbe affermare. La scelta della forma ottagonale del tappo della bottiglia del profumo N°5 per il suo astuccio, vestendolo di lacca nera, e prendendo in prestito la pelle intrecciata sulle “catene” della tracolla d’indosso della celebre borsa 2.55 trapuntata a motivo matelassée, per il suo bracciale, fecero sì che il Première sorprese il mondo dell’orologeria, fino ad allora governato da codici maschili. Uno dei suoi segreti fu la sua straordinaria contemporaneità. Un connotato che, a trentacinque anni dalla sua creazione, viene riproposto, oggi, come vera e propria lezione di stile, fedele alla sua versione originale disegnata per esplicitare un fascino senza tempo.

Lily-Rose Depp, attrice e ambasciatrice di Chanel, indossa il Première Original Edition, a poco più di 35 anni di distanza dal suo lancio. (Copyright CHANEL).

Prima creazione orologiera Chanel, il Première è stato concepito nel 1987 da Jacques Helleu, all’epoca, Direttore Artistico della Casa. Era entrato nella Maison trent’anni prima, esattamente nel 1956 (era figlio di Jean Helleu, Direttore Artistico di Chanel), per prendersi cura di “problemi di gusto”. Quest’uomo straordinario – si diceva di lui che aveva “la mente di un ingegnere, l’anima di un artista e il gusto di un esteta nato” -, scomparso nel 2007, dedicatosi a Chanel, come detto, dall’età di 18 anni, si chiedeva ancora, molto tempo dopo, con umorismo, “di cosa si trattasse”, quel mondo incredibile nei cui ingranaggi si era venuto a trovare e di cui era divenuto un tassello insostituibile.  E, in tal senso, il successo del Première confermò il suo talento assoluto e visionario. Dichiarò Helleu, allora: “Ho lottato per realizzare un disegno che fosse forte e caratterizzato, unico e, l’intento, più che lanciare semplicemente una singola collezione, era quello di farlo diventare un riferimento eterno”. 

Première Original Edition, cassa ottagonale in acciaio – 26,1 x 20 x 7,65 mm, circa mezzo millimetro di altezza in più rispetto all’originale – PVD oro giallo a 18 carati (0,1 micron); corona liscia con cabochon in onice e fondello – lucido e satinato, chiuso da 4 viti – in acciaio PVD  oro giallo a 18 carati (0,1 carati); vetro zaffiro sfaccettato. Quadrante laccato nero, sfere a bastone dorate. Movimento al quarzo, Swiss Made. Bracciale in acciaio, PVD oro giallo a 18 carati (0,1 micron), intrecciato con un nastro di nappa nera. Impermeabile fino a 30 metri. 

In queste immagini si può apprezzare il bracciale del Première Original Edition: una sottile catena “gourmette” intrecciata con un nastro di nappa nera, ispirata alla tracolla della celeberrima borsa 2.55 a motivo “matelassée” di Chanel. Rispetto all’originale, oltre al trattamento PVD oro giallo in luogo del “maillechort”, cambia leggermente anche la chiusura ad ardiglione, ora più spessa e a forma di “C”, mentre in passato era fatta a “T”. 

Oggi, il ruolo “artistico” della Casa fondata dalla leggendaria Coco, è ricoperto da Arnaud Chastaingt, per la precisione, dal 2013, Direttore dello Watch Creation Studio, il quale nel raccogliere l’heritage di quel segnatempo e nel richiamarlo all’attualità, sottolinea quanto esso incarni lo spirito dell’orologeria di Chanel. Il Première è stato la prima pagina della nostra storia nell’universo del segnatempo. È il frutto di un assoluta libertà creativa e ha dato inizio alla visione del “fascino del tempo” misurato da Chanel. Nel 2022, volevo che il Première ritrovasse il suo posto e venisse rimesso al centro della nostra proposta orologiera. Questa creazione è il nostro DNA, è un codice Chanel in tutto e per tutto. Molto più di un orologio, il Première è una lezione di stile.  Come detto poc’anzi, l’accoglienza entusiastica del Première è stata determinata dal suo liberarsi dai codici maschili, per accompagnare con classe, nella sua straripante originalità, il polso delle donne. Nel periodo in cui fu lanciato, fu “breakthrough”, perché fu uno dei primi orologi destinato alle donne e non una versione ridotta di un segnatempo da uomo, una creazione elegantemente audace e interamente dedicata all’altra metà del cielo. Dal 1987, lo spirito del Première è vissuto come un inno alla libertà di ogni donna contemporanea. Entriamo più in profondità nel suo design, osservando come il quadrante e il vetro smussato siano immediatamente riconoscibili per la loro forma ottagonale: una geometria direttamente ispirata al suindicato tappo della bottiglia del profumo N°5 che,a sua volta, richiama il profilo di Place Vendôme, quella piazza che Gabrielle poteva ammirare dalla sua suite al Ritz. L’orologio fruisce, poi, da un altro segno distintivo di Chanel, legato alla sua borsa 2.55 a motivo matelassée, ossia la tracolla in pelle intrecciata sulla catena. Ha costruito, su questa idea estetica,  il suo bracciale flessibile, una sottile catena “gourmette” – in acciaio PVD oro giallo, invece che in maillechort, come in passato – intrecciata con un nastro di nappa nera, dotato di una chiusura raffinata: dunque, da un’icona all’altra, per perpetuare il design Chanel, resistendo egregiamente alla prova del tempo. 

Focus su cassa/quadrante e chiusura personalizzata. Sul quadrante laccato nero, l’indicazione “Swiss” ha un diverso carattere tipografico rispetto all’originale, e un diverso posizionamento.

Tornando al quadrante laccato nero, esso è incastonato in una cassa, evidentemente, ottagonale – misure di 26.1 x 20 x 7.65 mm -, dorata (in questo caso, differisce dall’originale, in quanto il trattamento non è semplicemente placcato ma basato sulla tecnica PVD, più resistente a graffi e scalfitture) e lucidata. Non ci sono numeri o indici, nessuna lancetta dei secondi o visualizzazione della data: uniche protagoniste sono due lancette a bastone essenziali, ore e minuti, rifinite in oro e leggermente allungate per renderle più visibili, che sembrano muoversi in un microcosmo di infinito, mentre la corona, liscia e lucida anch’essa (un po’ più sottile rispetto al modello del 1987), è completata da un cabochon di onice, a definire in modo chiaro, la combinazione bicolore oro/nero. Nel 1987, per il lancio del Première, Chanel aprì due boutique dedicate – a Parigi, al n. 40 di Avenue Montaigne, e a Ginevra, al n. 43 di Rue du Rhône –, seguite nel 1990, da Place Vendôme. Lì l’orologio Première è apparso, in tutta la freschezza e fascino, di una “jeune première”, mostrando le sue numerose variazioni nel corso degli anni, sempre connotate da gusto ed eleganza. Nel 2022, l’Orologeria e l’Alta Gioielleria di Chanel hanno trovato la loro nuova “residenza” cittadina, completamente ridisegnata, al n. 18 di Place Vendôme, che, conseguentemente, ha rappresentato un’ottima ribalta per il Première Original Edition: una versione sottilmente snella e, sempre, fedele a sé stessa, un orologio del suo tempo. La campagna di lancio dell’esemplare, ha visto protagonista, l’attrice e ambasciatrice della Maison Lily-Rose Depp, la quale lo ha così commentato: “Bello, delicato, chic, classico. Penso che si tratti di un orologio che solo Chanel poteva realizzare!”. L’attrice è stata ritratta nel mitico appartamento di Gabrielle Chanel, al n. 31 di Rue Cambon, a Parigi.

Il packaging è lo stesso dell’originale del 1987, ossia una scatola molto raffinata, profilata in nero, evidentemente ispirata da quella del profumo Chanel N° 5.


Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia

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