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Eberhard & Co. Chrono 4, un concept rivoluzionario compie 20 anni

La storia di uno dei più originali concept cronografici mai realizzati, ebbe inizio allalba del nuovo millennio, in virtù della geniale intuizione di Palmiro Monti, proprietario della Eberhard & Co. Chrono 4 costituisce un nuovo modo di interfacciarsi al cronografo, che oggi compie vent’anni.

È mai possibile che l’industria continui a ripetere sempre gli stessi schemi?, qualcuno domandò a Palmiro Monti, allora proprietario e CEO di Eberhard & Co. , a conclusione di un’edizione non esaltante della consueta fiera dell’orologeria mondiale di Basilea. E lui, uomo visionario da sempre permeato dallo spirito innovatore, dopo averci pensato un po’ su, rispose: “Datemi tre anni e vedrete di cosa saremo capaci. Era la fine degli anni ’90 e, puntuale, nel 2001, l’universo orologiero accolse l’arrivo del Chrono 4. Risultato della profonda conoscenza di tecnica, design e marketing del brand di La Chaux-de-Fonds, quel modello rispose ad un’esigenza essenzialmente funzionale, in grado di rendere più “logica ed intuitiva” la lettura dei contatori cronografici,  fino ad allora standardizzata su due o tre contatori disposti, a seconda dei meccanismi e delle visualizzazioni bi-compax o tri-compax ai quarti, in senso verticale o orizzontale, su di un quadrante equilibrato graficamente dall’inserimento della data. 

Il Chrono 4, cronografo rivoluzionario brevettato da Eberhard&Co. nel 2000, nella sua nuova declinazione con cassa a 42mm, quadrante bianco con cronografi “in fila” nel contrastante nero. Cinturino in alligatore con chiusura personalizzata.

Il cronografo del nuovo millennio dunque, era animato da un’affidabile movimento ETA 2894-2 da 12 ½’’’, calibro cronografico di base abbinato al consueto design con i quadrantini disposti a ore 3-6-9,  sul quale la Casa di La Chaux-de-Fonds aveva operato una modifica del dispositivo crono in modo da allineare i contatori dei minuti e ore crono, dei piccoli secondi, con l’aggiunta di quello delle 24 ore, nella metà inferiore del quadrante: era nato il calibro EB. 251. Tutti in fila, sotto all’asse di rotazione delle lancette, quattro circonferenze, una di fianco all’altra. Per quanto non risultasse, dunque, affatto facile modificare i movimenti tradizionali per giungere a soddisfare tale esigenza, la caparbietà di Palmiro Monti, determinato a portare fino in fondo la sua idea, fece in modo di renderla realizzabile, e nel 2001 venne brevettato il dispositivo supplementare al movimento di base che gli consentì di allineare 4 contatori in modo logico ed esteticamente accattivante. Quando venne introdotta sul mercato, come naturale quando si sfidano consolidate tradizioni, questa piccola rivoluzione era soggetta al rischio dell’insuccesso . Il Chrono 4, l’inequivocabile nome del modello, riscosse fin dal primo momento il plauso degli amatori, che compresero quanto fosse innovativo il concetto elaborato da Eberhard & Co., premiando l’intuizione di Monti con risultati commerciali che andarono ben oltre le aspettative. E spingendo la Casa orologiera a declinare il modello negli anni successivi, in diverse nuove versioni che, in qualche modo, hanno sempre tenuto a sottolineare i momenti più importanti dell’evoluzione di questa felice avventura. Tra le prime versioni celebri spicca infatti la Géant, con cassa da 46 mm in acciaio, titanio e full black, protagonista del decimo anniversario del modello. Seguita, poi, dalla declinazione “Temerario”, audace rivisitazione dal design accattivante, con l’applicazione di tre ingegnosi dispositivi aggiuntivi brevettati da Eberhard & Co. (costruzione del movimento, sistema per accedere alla corona di regolazione posta al 12, chiusura di sicurezza del cinturino o del bracciale), dove i quattro contatori sono posti in linea verticale, a motivo di una cassa tonneau di forte impatto. Da ricordare, inoltre, la raffinata versione celebrativa del 130° anniversario della Maison, con quadrante scheletrato e ponte superiore in vetro zaffiro, a vista su platina e ponti trattati DLC, e la serie limitata a 195 pezzi dedicata al pilota motociclistico Loris Capirossi, denominata “Capirex”.

Il Chrono 4 di Eberhard&Co. nella versione con il bracciale d’acciaio e il quadrante nella tonalità celeste lavorato Clous de Paris, con ghiera tachiemetrica in ceramica nera.

In questo 2021, Eberhard & Co. ha voluto omaggiare i venti anni di questo invidiabile gioiello dell’orologeria, presentando sul mercato una “nuova linea” di Chrono 4 che, adeguandosi alle tendenze attuali della cronografia sportiva, definisce una dimensione di cassa in acciaio “contenuta” a 42 mm di diametro (13,3 mm di spessore, vetro zaffiro, corona a vite, fondello chiuso da 6 viti, pulsanti a pompa, impermeabilità fino a 5 atmosfere), dove  la tipica lunetta lucida è accompagnata  dalla nuova declinazione in ceramica, incisa con la scala tachimetrica, che attribuisce al design un ulteriore accento sportivo.

L’anima di quest’ultima generazione del Chrono 4 è sempre costituita dal collaudato calibro EB. 251, mentre i nuovi quadranti, puntualmente protetti da un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso interno, e con datario al 12, si sono distribuiti su cinque versioni: lavorato a Clous de Paris (nero, bianco con contatori neri e grigio avio) nei modelli con lunetta in ceramica; trattato soleil (argenté/contatori neri e grigio avio) per gli esemplari con ghiera lucida. Completano l’insieme, la finitura azurée dei contatori, gl’indici a barretta applicati, le sfere scheletrate e l’opportuna luminescenza dell’indicazione oraria. I cinturini in gomma o alligatore con chiusura personalizzata (in opzione, la fibbia déployante Déclic, brevettata), fanno da alternativa ad un robusto bracciale in acciaio, che lega al polso degli estimatori, un rivoluzionario modello nel campo della misurazione del tempo, firmato Eberhard & Co.


Romano, appassionato di orologi fin dalla tenera età, vivo nel passato ma scrivo tutti giorni per Il Giornale e InsideOver, dove mi occupo di analisi militari e notizie dall'estero. Scrivo anche sul Foglio, dove argomento pensieri politicamente scorretti, il più delle volte.

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