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TUDOR, MONARCH E BLACK BAY CERAMIC 

TUDOR, MONARCH E BLACK BAY CERAMIC 

L’incontro con il designer di Tudor, da ben 18 anni, Ander Ugarte, è stata l’occasione per disquisire sull’identità del brand, oggi forte, chiara e consolidata e sui modelli che hanno favorito un percorso creativo virtuoso. La conferma è arrivata, quest’anno, con diverse novità, tra le quali spiccano il Monarch e il Black Bay Ceramic, entrambe certificate COSC e Master Chronometer, in cui alla marcata personalità del tratto, si abbina un livello tecnico estremamente elevato       

È stato un grandissimo piacere poter condividere con Ander Ugarte, dal 2007, responsabile del design di Tudor, pensieri ed idee sul lungo percorso che ha portato gradualmente a definire un’identità forte del prodotto, ormai ritrovata e consolidata, riassunta in un orologio inequivocabilmente Tudor, celebrativo, più che mai, del centenario dalla fondazione: “Per raggiungere questo obiettivo d’identificabilità, sono partito dalle collezioni storiche del brand, cercando quegli esemplari dalla caratterizzazione più marcata. Li ho individuati nei subacquei, studiati per uso militare e nei cronografi, per la loro grafica riconoscibile, come, ad esempio, il Montecarlo. Il rilancio stilistico è cominciato con i cronografi Heritage nel 2010, un punto di svolta, che ha incontrato il successo e che ci è apparso subito come un momento chiave in cui qualcosa stava cambiando. Ci siamo chiesti, chi siamo noi, qual è la nostra storia e nel rispondere a queste domande, abbiamo conferito contemporaneità a modelli iconici, con la volontà di comunicare un reale messaggio di marca. Poi, nel 2012 è arrivato il primo Black Bay, il vero e proprio subacqueo Tudor, dall’identità straripante, forse la più incisiva per noi. Mi riferisco al modello con ghiera bordeaux e quadrante nero. Il Black Bay ha ‘parlato’ ad un pubblico vasto ed eterogeneo, mentre i cronografi si rivolgevano di più ad un target di collezionisti ed appassionati”. E, in termini generali ha aggiunto: “In questi ultimi anni, su tutte le linee stiamo lavorando per rendere le casse più filanti ed ergonomiche, riducendo gli spessori. Abbiamo scavato internamente il vetro zaffiro, bombandolo esternamente, il che ci ha consentito di alzare quadrante e lancette per accorciare l’altezza, unitamente alla riduzione dello spessore del fondello. È stato un lavoro lungo e complesso.” 

Tudor Monarch, in acciaio, da 39 mm (5.460 euro), spessore di 11,9 mm, vetro zaffiro, lunetta lucida a spiovente, carrure angolare sfaccettata lucida e satinata, corona e fondello – integrato da vetro zaffiro – serrati a vite. Impermeabilità fino a 10 atmosfere. Quadrante color papiro, sfere Snowflake rivisitate e indici a numeri arabi e romani applicati, bruniti; scala della minuteria a chemin de fer, piccoli secondi al 6. Calibro automatico di manifattura MT5662-2U, certificato COSC e Master Chronometer. Bracciale sfaccettato a due maglie, chiusura Tudor “T-FIT”. Prezzo: 5.460 euro 

Attraverso il fondello chiuso da vetro zaffiro, eccezionalmente, Tudor ha reso visibile il calibro automatico di manifattura MT5662-2U, certificato COSC e Master Chronometer: 31,78 mm di diametro, spessore di 6,52 mm, 32 rubini, bilanciere ad inerzia variabile con ponte passante oscillante a 28.800 alternanze/ora, spirale in silicio antimagnetica, rotore bidirezionale con inserto in oro a 18 carati, funzione stop-seconds, riserva di carica di 65 ore. Finiture a Perlage e a Côtes de Genève  

Nello specifico del 2026, Tudor ha proposto diverse novità, tra le quali, in particolare, il Monarch, sintesi esemplare di quanto illustrato da Ugarte. Orologio dalla dissimulata cassa ottagonale in acciaio da 39 mm (11,9 mm di spessore), con sfaccettature simmetriche e filanti, è stato ispirato, come evidenzia Ugarte, “da un nostro modello d’epoca, ad impostazione geometrica”. Una lunetta a spiovente, d’impatto, introduce un accattivante quadrante color papiro, percorso da numeri arabi (in basso) e romani (in alto) bruniti, con sfere tipo Snowflake rivisitate e prive di luminescenza (il segno grafico è presente anche su quella dei minuti), relativamente ai quali Ugarte rivela: “La definizione delle lancette ci ha portato via tanto tempo, ma anche il quadrante, per ottenere la tonalità voluta. Ne abbiamo provati tanti fino ad ottenere questo effetto vintage, con una componente metallica, per renderlo più moderno. Impegno particolare ha richiesto anche la giusta proporzione degli indici alternati ed il loro più idoneo spessore”. Il bracciale esplicita evidenti tratti d’antan, ma li veste di modernità attraverso l’alternanza ergonomica di maglie piene e bombate, lucide e satinate. La sintesi di un savoir-faire centenario, poi, sostenuto dall’impianto manifatturiero di Le Locle, è completata dal calibro automatico di manifattura MT5662-2U, dall’autonomia do 65 ore, eccezionalmente visibile attraverso il vetro zaffiro sul fondello (unitamente alla corona a vite, consente un’impermeabilità fino a 100 metri), con bilanciere ad inerzia variabile, certificato Cronometro COSC e soprattutto, Master Chronometer, con una precisione pari a 0/+5 secondi al giorno.

Sul quadrante del Monarch, in tonalità papiro, la scala della minuteria è a chemin de fer e Ugarte ha scelto di alternare numeri romani a cifre arabe, separati da indici a barretta, così come le sfere Snowflake rivisitate, bruniti e applicati. Da notare anche i piccoli secondi azurée.

Come anticipato da Ugarte, il Black Bay ha costituito una chiave di volta nella costruzione dei codici espressivi di Tudor: “In quattordici anni di evoluzione, sono state diverse le scelte effettate, a cominciare da elementi grafici in oro rosa e dall’inserimento di una tonalità vintage materializzata nel SuperLuminova beige. Successivamente ho cercato di evitare contrasti troppo marcati e dopo i primi modelli, abbiamo cominciato a giocare con i colori, utilizzando anche tonalità più fredde, come il SuperLuminova bianco e indici rodiati e non placcati oro rosa. Un intervento molto importante, poi, ha riguardato la minuteria, ancorata su di una linea periferica esterna”. E allora, entriamo più nel dettaglio sul Black Bay che, al di là delle ben note e caratteristiche lancette Snowflake, “classe” 1969, trae la sua fondamentale ispirazione, come anticipato da Ugarte, dal primo orologio subacqueo della Maison, l’Oyster Prince Submariner, ref. 7922, lanciato nel 1954 e, allo stesso modo di quell’esemplare, esprime al massimo, la robustezza, l’affidabilità, la durevolezza e la precisione, secondo i rigorosi standard contemporanei. Nella versione Ceramic, è stato presentato nel 2021 ed ora, si manifesta con una livrea “total black”, composta da una cassa monoblocco in ceramica nera opaca microsabbiata (41 mm di diametro e 13,55 mm di spessore), impermeabile fino a 20 atmosfere, con bordi smussati e lucidati a specchio in modo molto netto, corona a vite e lunetta girevole unidirezionale in acciaio PVD, con disco graduato sempre in ceramica nera satinata soleil; ecco, poi, il bracciale interamente in ceramica, ben integrato, leggero al polso, dall’ergonomica sinuosità con chiusura déployante a scomparsa. Il quadrante, fedele alla monocromia del pezzo, è nero su antracite, con la stessa tonalità che borda gl’indici dalla varietà geometrica e le sfere Snowflake, il tutto connotato da rivestimento luminescente verde acceso. Tudor ha voluto ulteriormente qualificare il Black Bay Ceramic sotto il profilo tecnico, con la certificazione Master Chronometer, ottenibile nel rispetto della regolamentazione “Swiss Made” e dopo aver acquisito il riconoscimento di Cronometro dal COSC. I severi test effettuati dall’Istituto Federale di Metrologia svizzero, impongono numerosi interventi sull’orologio, al fine di ottenere livelli superiori di precisione, resistenza ai campi magnetici, impermeabilità ed autonomia. 

Black Bay Ceramic, in ceramica nera microsabbiata, da 41 mm, spessore di 13,55 mm, vetro zaffiro bombato, lunetta girevole unidirezionale in acciaio PVD nero con disco graduato “60 minuti incisi” in ceramica nera satinata soleil, corona e fondello serrati a vite. Impermeabilità fino a 20 atmosfere. Quadrante antracite soleil, sfere Snowflake e indici geometrici luminescenti. Calibro automatico di manifattura MT5602-U, certificato COSC e Master Chronometer: 31,8 mm di diametro, 6,5 mm di spessore, 25 rubini, bilanciere a regolazione inerziale oscillante a 28.800 alternanze/ora con spirale in silicio, rotore bidirezionale, autonomia di 70 ore, funzione stop seconds. Bracciale in ceramica nera. Prezzo: 7.170 euro 

La luminescenza d‘indici e lancette in verde intenso è ottimizzata, in termini di leggibilità dal contrasto con il fondo del quadrante antracite.

Il calibro automatico di manifattura MT5602-U, che anima il Black Bay Ceramic, scorrente su 25 rubini, prevede un rotore monoblocco in tungsteno scanalato al laser (ad alimentare un’autonomia di 70 ore), mentre ponti e platina presentano superfici sabbiate e lucide. Il bilanciere ad inerzia variabile con spirale in silicio oscilla a 28.800 alternanze/ora ed è mantenuto in posizione da un ponte passante: solidità ed eccellenza di un isocronismo che permette di superare lo standard cronometrico COSC – variazione giornaliera media tra –4 e +6 secondi – fino a –2/+4 secondi al giorno e a segnatempo assemblato. La certificazione Master Chronometer implementa, poi, tale limite di precisione a raggiungere uno scarto di 0/+5 secondi al giorno e, tra l’altro, garantisce una resistenza ai campi magnetici fino a 15.000 gauss.

Conclude Ugarte: “Oggi possiamo vantare un’identità forte, su tutte le collezioni. Dobbiamo continuare a lavorare sui dettagli e sull’equilibrio proporzionale, e poi sulle tonalità dei quadranti, sugli effetti vintage, sui materiali. 

Bracciale in ceramica nera, doppia chiusura pieghevole “a scomparsa” in ceramica, brevettata e con pulsanti di sicurezza.


Da circa 25 anni, giornalista specializzato in orologeria, ha lavorato per i più importanti magazine nazionali del settore con ruoli di responsabilità. Freelance, oggi è Watch Editor de Il Giornale e Vice Direttore di Revolution Italia

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